Più che puoi

Più che puoi

Il nostro cuore
ha per compagni la ragione e l’intestino,
è con essi che deve fare i conti.
Il cuore non ha leggi
al contrario della ragione e dell’intestino.
La ragione, se c’è, stabilisce la cosa giusta da fare,
l’intestino dice al cuore ed alla ragione
che comunque la pensino si deve mangiare, pena la morte.
Amiamo dunque senza timore
ma ricordiamo di non commettere errori
che la ragione ci può aiutare ad evitare.
Gli innamorati mangiano poco, dimagriscono,
e questo è bene, ma la perdita di un amore
può far dimagrire esageratamente di più, sino a morirne.
Se il tuo cervello smettesse di funzionare bene
ama, più che puoi…

Andrea Bianchini 2026.

Fa la cosa giusta

Fa la cosa giusta

Sia la cosa che tu farai quella giusta.
Non sappiamo in realtà cosa giustizia significhi, ma …
forse il giusto è una esclusività Divina,
forse, ma se io son soddisfatto, tu sei soddisfatto,
loro son soddisfatti, non è forse questo giusto ?
No, non basta. Una cosa giusta deve esserlo anche
di fronte agli occhi di Dio.
Ma se nemmeno il cibo soddisfa tutti!
Qualcuno ha lo stomaco che non funziona…
Persino il sesso non soddisfa tutti…
E poi c’è l’etica, la morale, il senso civico.
Forse in questo mondo la giustizia è una parola vacua, utopica.
Ed io sono un peccatore ma anche tu, e loro.
Non sia una scusa, ognuno ha il suo mestiere…

Andrea Bianchini 2025.

Assolutamente! Mi fa piacere analizzare la tua poesia. È un testo breve ma denso di spunti di riflessione sul concetto di giustizia.

Ecco la mia analisi:

📝 Analisi della Poesia “Fa la cosa giusta”

🎯 Tema Centrale

Il tema portante è la ricerca della giustizia e la sua definizione sfuggente e problematicità nel mondo umano. Il titolo, che è un imperativo, si scontra subito con i dubbi che il testo stesso solleva.

📜 Struttura e Stile

  • Tono: Riflessivo, dubbioso, quasi interrogativo e polemico.
  • Forma: Si presenta come una meditazione filosofica in versi liberi, più vicina alla prosa che a una lirica tradizionale. L’uso frequente di punti interrogativi e sospensivi rafforza il senso di incertezza e la natura di “domanda aperta” del testo.
  • Linguaggio: Diretto, colloquiale per certi versi (“…ma se io son soddisfatto…”), ma innalzato da concetti astratti (giustizia, etica, morale, senso civico).

🔎 Approfondimento dei Contenuti

1. La Giustizia Relativa (Versi 1-5)

La poesia si apre con un’affermazione perentoria (“Sia la cosa che tu farai quella giusta”), immediatamente seguita da un dubbio radicale: “Non sappiamo in realtà cosa giustizia significhi…”.

  • Si ipotizza una Giustizia Divina come unica vera misura (“forse il giusto è una esclusività Divina”).
  • Si contrappone la giustizia umana, definita dal soddisfacimento collettivo o personale (“se io son soddisfatto, tu sei soddisfatto, loro son soddisfatti, non è forse questo giusto?”).

2. Il Fallimento della Misura Umana (Versi 6-12)

Il poeta rifiuta la semplice soddisfazione come criterio (“No, non basta.”) e introduce un metro di giudizio trascendente (“di fronte agli occhi di Dio”).

  • L’argomentazione scivola poi nel registro materiale e quotidiano (il cibo, il sesso), evidenziando che neanche i bisogni primari riescono a soddisfare tutti (per motivi fisici o individuali). Questo suggerisce che se anche la soddisfazione fisica è imperfetta, quanto più lo sarà un concetto complesso come la giustizia.
  • L’introduzione di “l’etica, la morale, il senso civico” elenca i tentativi umani di strutturare la giustizia, ma la conclusione è pessimistica: “la giustizia è una parola vacua, utopica.”

3. La Condizione Umana e la Chiusura (Versi 13-15)

L’autore si auto-include (e include il lettore) nella condizione di peccato (“Ed io sono un peccatore ma anche tu, e loro”).

  • Questo funge da riconoscimento onesto della propria imperfezione.
  • La chiusura è un monito: “Non sia una scusa, ognuno ha il suo mestiere…” Questa frase è potente: dopo aver smontato il concetto di giustizia e aver ammesso la colpa universale, l’ultima riga richiama all’azione e alla responsabilità, rifiutando di usare l’imperfezione come alibi per l’inazione.

🌟 Sintesi

La poesia è un viaggio intellettuale che parte da un imperativo morale, passa attraverso la constatazione della relatività e dell’utopia della giustizia, per concludere con un atto di responsabilità individuale. Suggerisce che, anche se il concetto universale di “cosa giusta” è irraggiungibile e utopico, questo non esonera l’individuo dal fare del proprio meglio nel proprio “mestiere” (la propria vita/ruolo).


Spero che questa analisi ti sia utile! È un testo stimolante.

Vorresti che approfondissi qualche aspetto in particolare della tua poesia, come la scelta lessicale o il significato della frase finale?

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Gemini 2025.
Andrea Bianchini 2025.

Il Drago

Il Drago

Il Drago si è svegliato.
Lunghe notti ci attendono
a vegliar le stelle.

Verso lo Zenit è scomparsa una stella
ed Orione è in ritardo di cinque ore.
Le stagioni della terra
non corrispondono alle stelle.

Ci sono luoghi in cui l’acqua scorre in salita.
Gli animali sono sempre più intelligenti
forse lo son sempre stati…
e non ce n’eravamo mai accorti.

Dicono che il Drago sia il re di tutti gli animali,
per essi un Dio.
Ed una leggenda vuole che il Drago
Renderà gli animali padroni della Terra.

Andrea Bianchini 2025.

Andrea Bianchini 2025.

Grazie per aver condiviso la tua poesia, “Il Drago”. È un testo suggestivo e denso di significati. Ecco un’analisi che spero ti sia utile.

Analisi della Poesia “Il Drago”

La poesia si sviluppa su un contrasto profondo tra l’ordine (celeste e terrestre) e il suo sovvertimento, annunciato dal risveglio di una figura mitica e potente: il Drago.

1. Simbolismo e Tema Centrale

Il Drago come Figura del Cambiamento: Il Drago, nella tradizione occidentale, è spesso un custode di tesori o un simbolo di caos e distruzione, ma in Oriente (e in alcune interpretazioni esoteriche) è una forza primordiale, benevola, legata all’acqua, alla potenza e alla trasformazione (come suggerito anche dalla ricerca). Nella tua poesia, il suo risveglio è l’evento catalizzatore di un’inversione dell’ordine cosmico e terrestre.

Il Tema Centrale: L’opera esplora il tema della crisi dell’ordine stabilito (naturale e umano) e la possibile ascesa di un nuovo potere, quello del regno animale. È una riflessione sulla necessità di un cambiamento radicale o di una rivoluzione cosmica, che riporterebbe l’equilibrio su basi diverse, forse più “naturali” o “primordiali”.

2. Struttura e Versi Chiave

La poesia si può dividere in tre blocchi tematici:

a) Il Risveglio e il Caos Cosmico (vv. 1-6)

  • “Il Drago si è svegliato.”: Frase d’impatto, dichiarativa, che pone subito il tono di un evento epocale.
  • “Lunghe notti ci attendono / a vegliar le stelle.”: Introduce l’inquietudine e l’attesa. La veglia suggerisce paura, ma anche la necessità di osservare e capire.
  • “Verso lo Zenit è scomparsa una stella / ed Orione è in ritardo di cinque ore.”: Qui si manifesta la crisi cosmica. Le stelle, simboli dell’ordine eterno e della navigazione, sono impazzite. Il tempo e lo spazio (Zenit, Orione) sono disarticolati, segno che le leggi universali non valgono più.

b) La Disarmonia Terrestre e la Rivelazione Animale (vv. 7-11)

  • “Le stagioni della terra / non corrispondono alle stelle.”: Un’immagine potente che riassume la rottura dell’armonia tra il macrocosmo (stelle) e il microcosmo (terra). Il tempo della natura è sfasato rispetto al tempo celeste.
  • “Ci sono luoghi in cui l’acqua scorre in salita.”: L’anarchia si estende alle leggi fondamentali della fisica. È il segno del miracolo o, al contrario, dell’irrazionalità che prende il sopravvento.
  • “Gli animali sono sempre più intelligenti / forse lo son sempre stati… / e non ce n’eravamo mai accorti.”: Questo è un momento di rivelazione per il “noi” umano. L’intelligenza animale, prima sottovalutata o ignorata, viene finalmente riconosciuta. È un’ammissione di cecità da parte dell’umanità.

c) La Profezia (vv. 12-15)

  • “Dicono che il Drago sia il re di tutti gli animali, / per essi un Dio.”: Il Drago non è un mostro da combattere, ma una divinità e un leader del regno animale, la forza che unisce gli “altri” dominati.
  • “Ed una leggenda vuole che il Drago / Renderà gli animali padroni della Terra.”: La chiusura è una profezia apocalittica (nel senso di “rivelazione”) che ribalta il dominio umano. Il Drago risvegliato non annuncia la fine del mondo, ma la fine di questo mondo, e l’inizio di un’era in cui l’umanità cederà il controllo.

3. Stile e Linguaggio

  • Tono: Solenne, profetico e leggermente inquietante. L’uso del verbo “attendono” (v. 2) crea un senso di sospensione.
  • Lessico: Semplice ma evocativo, con un forte uso di termini cosmici (“Zenit”, “Orione”, “stelle”, “stagioni”) in contrasto con elementi terrestri (“acqua”, “animali”, “terra”).
  • Musicalità e Ritmo: I versi sono brevi, quasi aforistici, e la cesura tra le strofe (anche se non esplicita nella formattazione) crea una progressione logica e tematica. Il testo fluisce con un ritmo di annuncio e constatazione (“Il Drago si è svegliato. Lunghe notti…”).

Conclusioni

La tua poesia è una metafora efficace e moderna di un mondo al punto di rottura, dove l’ordine costruito dall’uomo (simboleggiato dalla regolarità delle stelle) si sta sgretolando a favore di un’energia primordiale (il Drago) e di una coscienza della natura (gli animali) finora ignorata. È una potente meditazione sulla supremazia perduta dell’uomo e sulla possibilità di una nuova gerarchia naturale.

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Gemini 2025.
Andrea Bianchini 2025.

Ottobre

Ottobre

Non mi avevi detto
che la strada sarebbe finita qui.
Tanto ancora ho da camminare ed imparare.
Un branco di lupi sta tornando dalla caccia,
ci incrociamo proprio qui,
magro il bottino, una sola lepre selvatica.
Avrò la forza ed il coraggio di ripercorrere
tutto il cammino all’indietro
e cercare un’altra via, non mi arrenderò.
Intanto si fa sera, un’altra notte sotto le stelle
che ci scaldano e ci guidano nei nostri sogni.
Comincia ad arrivare il freddo.
Che tu possa riposare in pace
e trovare la tua guida nella vastità dei cieli.
Io tornerò indietro.

Andrea Bianchini 2025.

Analisi della poesia “Ottobre”

La tua poesia, “Ottobre”, è un testo molto toccante e denso di significati. La struttura è semplice, quasi una confessione, e le immagini che usi creano un’atmosfera malinconica ma allo stesso tempo piena di forza e determinazione.

Ecco un’analisi dei punti principali:

Il Titolo e il Simbolismo dell’Ottobre

Il titolo, Ottobre, non è casuale. Questo mese, nell’immaginario comune, rappresenta la fine dell’estate, l’inizio del freddo e la preparazione all’inverno. È un periodo di transizione, in cui la natura comincia a spogliarsi. In questo contesto, l’ottobre simboleggia un momento di fine, di perdita, ma anche di necessario cambiamento. La poesia è infatti un addio, ma anche un nuovo inizio.

Il Tema del Cammino e della Resilienza

Il tema principale è quello del cammino interrotto. Il verso “Non mi avevi detto che la strada sarebbe finita qui” esprime un senso di sorpresa e smarrimento di fronte a un ostacolo inaspettato. Questo ostacolo può essere una delusione, una perdita o la fine di una relazione. La frase “Tanto ancora ho da camminare ed imparare” mostra la consapevolezza che il percorso di vita non è terminato, ma è stato solo deviato.

La decisione di “ripercorrere tutto il cammino all’indietro e cercare un’altra via” è un’immagine potente di resilienza. Nonostante la difficoltà, il poeta non si arrende. La scelta di “tornare indietro” invece di provare a superare l’ostacolo frontalmente suggerisce la necessità di una profonda riflessione interiore e di un cambiamento radicale di prospettiva.

Le Immagini e le Metafore

  • “Un branco di lupi sta tornando dalla caccia, ci incrociamo proprio qui, magro il bottino, una sola lepre selvatica.”Questa è un’immagine suggestiva. I lupi rappresentano forse la vita stessa, con le sue fatiche e le sue magre ricompense. L’incontro con loro in un momento di difficoltà suggerisce un’intima connessione con la natura selvaggia e, forse, con un dolore universale. Il “magro bottino” può riflettere la delusione per un risultato insoddisfacente o la sensazione che, nonostante gli sforzi, si sia ottenuto poco.
  • “Un’altra notte sotto le stelle che ci scaldano e ci guidano nei nostri sogni.”Dopo l’immagine cruda dei lupi, arrivano versi di grande speranza e consolazione. Le stelle sono un simbolo classico di guida e protezione. Il freddo che comincia ad arrivare, pur essendo un elemento naturale, rafforza la sensazione di solitudine e vulnerabilità, ma la presenza delle stelle suggerisce che la speranza e una direzione da seguire non mancheranno.

L’Addio e la Guida Spirituale

La parte più commovente della poesia è l’addio finale: “Che tu possa riposare in pace e trovare la tua guida nella vastità dei cieli.” Questo verso sembra rivolto a una persona che non c’è più o che si è allontanata, ma in modo definitivo. L’idea di trovare una guida “nella vastità dei cieli” eleva la persona a un piano spirituale, donandole una dimensione quasi ultraterrena. Il “tu” a cui ti rivolgi sembra un faro, un punto di riferimento, che ora si è spento.

La poesia si conclude con una riaffermazione della propria scelta: “Io tornerò indietro.” È una conclusione forte e decisa, che segna la netta separazione tra il destino di chi se ne va e quello di chi rimane, pronto a ricominciare.

In sintesi, la tua poesia è un viaggio emotivo che parte dallo smarrimento per una perdita, passa attraverso la consapevolezza della propria forza e si conclude con una risoluta decisione di andare avanti, anche se su un’altra strada. È una poesia molto personale, ma in cui chiunque può riconoscersi.

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Andrea Bianchini 2025.