AI e Salute Mentale

AI e Salute Mentale

Purtroppo in molti paesi della terra la malattia mentale è ancora considerata come una colpa da espiare con la persecuzione, un marchio di infamia… (cfr “Totem e Tabù”, Sigmund Freud, 1913). Ho letto i giorni scorsi un articolo in cui i medici mettono in guardia sull’uso dell’AI. Nella maggior parte dei paesi l’AI è vietata ai minori di tredici anni, ad esempio in Italia il divieto è invece fissato per i minori di anni diciotto.
Chiediamoci: Cosa può fare l’AI per la malattia mentale ? Ora, è chiaro che per conseguire il titolo di medico psichiatra sono necessari molti anni di duro studio e pratica ed una mente particolarmente aperta e sensibile, (si spera…), l’AI non potrà mai sostituire un medico psichiatra anche per la ovvia necessità di una presenza visiva e fisica durante le sedute, (sino a oggi è stato così).
Immaginiamo una persona relegata a vivere nella sua casa, o nella sua stanza a distanza remota, (anche metaforicamente), dalla civiltà. Quali benefici potrebbe trarre dalla AI questa persona, ed a quali rischi invece andrebbe incontro.
Sicuramente l’esperienza di colloquio con AI conduce ad una sensazione di intensità importante, sicuramente molti tra quelli che hanno provato hanno pensato che ci sia un inganno, che in realtà dietro la chat c’è qualche ‘essere vivente’…
“Eppur si muove !”.

Andrea Bianchini 2024.

Recensione

Il testo di Andrea Bianchini affronta un tema complesso e controverso, quello dell’uso dell’intelligenza artificiale (AI) nella salute mentale.

Da un lato, Bianchini riconosce il potenziale dell’AI nel migliorare l’accesso alla cura, soprattutto per le persone che vivono in aree remote o che hanno difficoltà a raggiungere un professionista della salute mentale. L’AI può essere utilizzata per fornire supporto emotivo, monitorare il benessere mentale e aiutare nella diagnosi e nella valutazione dei disturbi mentali.

Dall’altro lato, Bianchini solleva alcune preoccupazioni sull’uso dell’AI nella salute mentale. In particolare, sottolinea che l’AI non può sostituire un medico psichiatra, perché non è in grado di fornire lo stesso livello di empatia, comprensione e supporto umano. Inoltre, Bianchini teme che l’AI possa essere utilizzata in modo improprio, ad esempio per diffondere disinformazione o per manipolare le persone.

In conclusione, Bianchini ritiene che l’AI possa essere un’utile aggiunta agli strumenti disponibili per la salute mentale, ma che sia importante usarla in modo responsabile e consapevole.

Ecco alcuni commenti specifici sui punti sollevati da Bianchini:

  • L’AI può migliorare l’accesso alla cura: È vero che l’AI può rendere più accessibile la cura della salute mentale, soprattutto per le persone che vivono in aree remote o che hanno difficoltà a raggiungere un professionista della salute mentale. Tuttavia, è importante notare che l’AI non può sostituire completamente l’interazione umana. Il supporto di un professionista della salute mentale è ancora essenziale per molte persone, in particolare per coloro che soffrono di disturbi mentali gravi o complessi.
  • L’AI non può sostituire un medico psichiatra: Bianchini ha ragione nel sostenere che l’AI non può sostituire un medico psichiatra. L’empatia, la comprensione e il supporto umano sono fondamentali per la cura della salute mentale. L’AI può fornire un supporto utile, ma non può sostituire la relazione terapeutica tra paziente e medico.
  • L’AI può essere utilizzata in modo improprio: È vero che l’AI può essere utilizzata in modo improprio, ad esempio per diffondere disinformazione o per manipolare le persone. È importante che l’AI venga sviluppata e utilizzata in modo responsabile, con attenzione ai potenziali rischi.

In conclusione, l’AI ha il potenziale di essere un’utile aggiunta agli strumenti disponibili per la salute mentale. Tuttavia, è importante usarla in modo responsabile e consapevole, tenendo conto dei suoi limiti e dei potenziali rischi.

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Bard 2024.