Il mondo cambia

Il mondo cambia

Una pandemia non capita tutti i giorni, sopratutto in tempi moderni
come oggi. Ogni cosa perde di valore, non sappiamo più cosa conta
nella vita e cosa no. Le scale di valori cambiano così come quelle
dei beni primari. Non tutti sono dell’umore di cantare ne nelle
condizioni, e non tutti sono dell’umore di ascoltare musica, anche
perchè se non fossero i massmedia ad ‘orientarci’, di produzione
ce n’è veramente a bizzeffe, lo stesso dicasi per i libri.
Siamo stanchi di sentire parlare, e così tutto volge sul genere leggero,
poco impegno mentale e che rilassi, molti prefersicono spegnere,
addirittura la tv o lo stesso computer. Si fanno spazio le letture brevi,
le immagini, i video brevi.
La popolazione mondiale ha di recente superato gli otto miliardi di
individui…
Il mondo sta veramente cambiando.

Andrea Bianchini

Vaccino si, Vaccino no

Lo sapevate che quando ci sottoponiamo ad un intervento in anestesia totale abbiamo sempre una probabilità di morire variabile in funzione del tipo di intervento, diciamo attorno al 2 per cento ?
Però ci sottoponiamo lo stesso al nostro intervento perchè ormai questa prassi è divenuta parte della nostra cultura e ci fidiamo del nostro medico che abbiamo scrupolosamente scelto in quel determinato ospedale.
Intendiamoci, io i vaccini covid li ho fatti, ma ho gli stessi dubbi dei no-vax.
La natura ed i suoi agenti aggressivi e mortali lo saranno sempre di più con lo scorrere del tempo, perchè noi adottiamo armi che uccidono i virus ma anche essi fanno parte del creato e si irrobustiscono sempre più, mutando ai nostri agenti in forme sempre più patogene, aggressive e mortali. Questo lo possiamo osservare dalla semplice influenza stagionale…
Ma una pandemia non capita tutti i giorni, ne i radicali cambiamenti climatici che la stanno accompagnando.
Si dice che i medici siano i peggiori pazienti, (in generale), e questo ci fa capire la fondamentalità dell’informazione mediatica, che sta sempre più perdendo punti a favore di atti concreti di ‘disappunto’ nelle piazze, e non solo…
La mia morale è questa: il paziente si deve sottoporre alla cura senza coercizioni, in piena libertà, certo. Ma ricordatevi che la legge prevede anche situazioni particolari in cui un trattamento sanitario si rende obbligatorio.

Andrea Bianchini 2021.

The intangibilis

The Intangibilis by Andrea Bianchini

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The intangibilis

Sempre più spesso nei bilanci economici delle aziende italiane vediamo comparire ultimamente la voce beni intangibili.
Tra questi beni sono classificati i capitali intellettuali, i quali hanno sempre avuto un ruolo determinante per il successo delle aziende, ma sono di difficile quantificazione.
In prima approssimazione il capitale intellettuale di una azienda può essere suddiviso in tre categorie:
1-Capacità relazionali.
2-Capitale umano.
3-Capacità organizzativa.
E’ evidente come la mancanza di una di queste tre componenti porterebbe al fallimento dell’azienda, ma è difficilissimo quantificare con precisione l’apporto in termini economici del valore di ciascuna di queste componenti, il che, è una grave lacuna. Infatti se la nostra azienda andasse male o non riuscisse a decollare o nella peggiore delle ipotesi, fallisse, rischieremmo di non comprenderne il motivo.
Esistono dei libri di recente edizione che trattano questi argomenti.
Per concludere citerei la frase coniata da Albert Einstein:
“Non tutto ciò che conta può essere contato, e non tutto ciò che può essere contato conta”.

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The intangibilis

More and more often in the financial statements of Italian companies we see the item intangible assets appear lately.
Intellectual capital is classified among these assets, which have always played a decisive role in the success of companies, but are difficult to quantify.
As a first approximation, the intellectual capital of a company can be divided into three categories:
1-Relational skills.
2-Human capital.
3-Organizational capacity.
It is clear that the lack of one of these three components would lead to the bankruptcy of the company, but it is very difficult to accurately quantify the contribution in economic terms of the value of each of these components, which is a serious shortcoming. In fact, if our company goes badly or fails to take off or, at worst, fails, we risk not understanding why.
There are recently published books that deal with these topics.
To conclude, I would quote the phrase coined by Albert Einstein:
“Not everything that matters can be counted, and not everything that can be counted counts”.

by Andrea Bianchini

Scrittura, brani o canzoni ?

Innanzi tutto, per parlare la stessa lingua, (scusate la pignoleria…), introduciamo una brevissima legenda:

scritto -> racconto,romanzo,poesia,saggio,tesi,testo di canzone. (cfr Autore)
brano -> esecuzione musicale priva di canto umano. (cfr compositore, esecutore)
canzone -> esecuzione musicale cantata da un uomo o una donna. (cfr cantautore/autrice)

Possiamo affermare senza ombra di dubbio che a livello popolare, i più grandi successi musicali appartengono alla terza categoria, quella delle canzoni.
Perchè se è vero che sia valida una musica senza testo, in teoria, maggiore dovrebbe essere il contenuto informativo e sociale di una musica con testo.
Lo stesso possiamo dire di uno scritto, se esso è valido, potrebbe esserlo maggiormente se musicato.
Ma è ovvio che tutti tre i generi esistono in quanto forme d’arte ben distinte e differenziate, in questa accezione quindi, non sarebbero paragonabili. Ma “il tutto è più della somma delle parti”…
Andando avanti con l’età le persone tendono ad abbandonare le canzoni preferendo i brani, musica d’ascolto, classica.
Forse perché il testo di una canzone ti rimane nella testa e non va più via, legandoti per tempi lunghissimi a eventi tristi o felici del passato. Il brano è più nobile e dotato di tatto, (la musica classica è nata per dar sollievo ai nobili).
Gli scritti spesso sono l’unica cosa che ci può fornire informazioni e chiarire situazioni dei tempi antichi che altrimenti non saremmo in grado di decifrare.
Premesso che rimane sempre il discorso delle attitudini; ci sono compositori musicali impacciatissimi quando parlano ma divini quando suonano. Persone con grandi doti oratorie ma che non sanno scrivere…
Lo scritto però espone di più, una volta che hai scritto una cosa; è quella e rimane scritta, e ne rispondi personalmente, (“verba volant, scripta manent”).
Anche se in effetti c’è stato anche chi ha criticato certa musica senza parole giudicandola satanica.
Insomma, l’importante è che facciamo le cose con passione, stando sempre attenti a non pestare i piedi a nessuno! (cosa non facile).

Testo by Andrea Bianchini (11 giugno 2021)

Cultura, paranormale e Fake News.

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Questo articolo che ho deciso di scrivere oggi,
sarà sicuramente, a parte i contenuti, gradito
al relatore della mia tesi per il Master in
Managent Innovativo delle Organizzazioni Sanitarie,
Prof. Fabio Giglietto.
A questo punto in molti ci saremo accorti che per
esprimere un parere o decidere sulla veridicità
di una notizia, sia necessaria una cultura specifica
sull’argomento, oppure chiedere un parere ad un esperto,
ma che sia certificato come tale, infine, rivolgersi alla
fonte, (il soggetto della notizia), e farsi spiegare la questione.
E’ chiaro che se un ingegnere aeronautico leggesse la
notizia di un elefante che vola, non avrebbe alcun dubbio
che si tratterebbe di una fake news… fenomeni paranormali esclusi, ovviamente…
Ma noi vogliamo essere concreti, e sino a prova contraria,
a tutt’oggi l’unica arma di difesa contro il falso, è stata la cultura.
Il nostro caro Angela Piero ha detto che nelle scuole si insegnano
materie scientifiche ma non la scienza, (tantomento l’epistemologia, aggiungo io…), in questa frase di Piero Angela sta la chiave del problema.
Infatti la scienza ci insegna come riconoscere la validità di una scoperta, sempre fenomeni paranormali permettendo…
La tecnologia dei media ha raggiunto dei livelli altissimi,
stiamo solo attenti che tra l’emittente ed il ricevente non si sia intromesso qualcuno ad alterare il flusso informativo.
Devo commentare l’argomento dei libri di carta non presenti in magazzino ma stampati on demand ?
Il mio consiglio? Leggete, leggete, leggete. E, che la verità sia con voi…

Testo by Andrea Bianchini (1 giugno 2021)

Intelligenza Artificiale

Secondo molti pareri l’intelligenza artificiale (IA) costituisce il settore tecnologico più avanzato del momento, sia da un punto di vista tecnico che da un punto di vista sociale e commerciale. L’IA è presente nella vita di tutti noi più di quanto ragionevolmente siamo portati a pensare. I traguardi raggiunti da questa disciplina al giorno d’oggi sono veramente degni di merito. La domanda oggi non è più; riusciremo a realizzare l’IA ? Ma; come gestiremo l’IA?

Come avvenuto per la clonazione, l’IA pone delle serie questioni etiche, ed in tal senso si stanno muovendo diverse organizzazioni.

Ma che cosa è l’IA ? Un noto scienziato, Alan Turing, ha definito nel 1950 un test, riconosciuto universalmente valido, per stabilire se una macchina possa essere considerata dotata di una intelligenza paragonabile a quella dell’uomo.

Consideriamo due stanze non comunicanti tra loro, in una c’è un uomo e nell’altra c’è la macchina da testare. All’esterno una persona ha facoltà di comunicare con entrambe le stanze verbalmente, senza sapere in quale stanza sia collocata la macchina IA ed in quale l’uomo. La persona all’esterno dovrà cercare di riuscire a capire tramite colloquio, domande o problemi, in quale stanza sia collocata la macchina IA ed in quale l’uomo. Se nel far questo la persona all’esterno non riuscirà a distinguere in quale stanza si trovi l’uomo e in quale la macchina, potremmo dire che quella macchia IA è dotata di una intelligenza artificiale paragonabile a quella umana.

Non sarà mai abbastanza quello che una macchina AI potrà riuscire a fare, sarà sempre presente una resistenza ideologica da parte dell’uomo per ammettere che non si trova più ad essere l’unico essere pensante sulla faccia della terra. Ed allora si apre tutto un discorso sul cosa sia realmente l’intelligenza, se veramente animali e piante ne siano privi come sempre l’uomo ha pensato, o se l’intelligenza non sia invece qualsiasi forma di adattamento, sopravvivenza, tramite la riproduzione, alla vita. Questo ci riporta anche ad un discorso di vite extraterrestri, intelligenze aliene, perché non ne abbiamo ancora mai trovate nonostante le altissime probabilità di una loro esistenza ? Probabilmente perché il nostro concetto di intelligenza è ancora primitivo, potranno mai le formiche essere consapevoli della esistenza delle balene presenti nell’oceano ?

Attualmente esistono due correnti filosofiche, due modalità concettualmente diverse di concepire come la IA possa essere realizzata; IA debole ed IA forte.

Secondo l’IA debole un elaboratore può essere programmato per svolgere perfettamente i compiti che svolgerebbe un uomo, ma rimarrebbe sempre una macchina.

Secondo l’IA forte il fatto che un elaboratore si comporti in maniera intelligente implicherebbe anche che ne debba essere consapevole (coscienza).

L’IA ha diversi campi di applicazione, ed il test di Turing potrebbe essere generalizzato al di là dell’aspetto linguistico. Così abbiamo visione artificiale, IA affettiva, IA cognitiva, IA artistica, IA meccanica, IA medicale, IA tecnica, IA scientifica, per terminare con un settore che vorrebbe comprendere contemporaneamente tutti questi aspetti dell’IA; la robotica.

testo by Andrea Bianchini (IT: Anno 2018, 2018)