{"id":3179,"date":"2026-08-07T00:01:00","date_gmt":"2026-08-06T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/es-andreabianchini.it\/andrewsblog\/?p=3179"},"modified":"2026-08-06T23:40:52","modified_gmt":"2026-08-06T21:40:52","slug":"il-colore-del-vuoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/es-andreabianchini.it\/andrewsblog\/?p=3179","title":{"rendered":"Il colore del Vuoto"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Il Colore del Vuoto<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei nebbiosi monasteri del monte Wutai, il Venerabile Maestro Baizhang era temuto e rispettato in egual misura. La sua saggezza era una lama affilata, ma il suo ego era una roccia inamovibile. Insegna ai suoi allievi che solo attraverso la devozione assoluta alla dottrina e la venerazione della sua figura avrebbero potuto intravedere la natura del Dharma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i discepoli c&#8217;era Yun, un giovane novizio dall&#8217;aria pacata, silenzioso come la rugiada al mattino. Yun non metteva mai in discussione un ordine, n\u00e9 alzava la voce. Ma nei suoi occhi brillava un&#8217;intelligenza viva, priva di rancore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un pomeriggio, durante l&#8217;ora della meditazione collettiva, il Maestro Baizhang decise di mettere alla prova la classe con uno dei suoi celebri paradossi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prese dalla sua veste una piccola tazza di terracotta azzurra, di rara e bellissima fattura, e la pos\u00f2 su un ceppo al centro della sala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abChi sa dirmi cos\u2019\u00e8 questo, senza chiamarla tazza e senza dire che non lo \u00e8?\u00bb tuon\u00f2 il Maestro, guardando i novizi con aria di sfida. \u00abChi fallisce la risposta far\u00e0 cento flessioni e pulir\u00e0 il cortile per un mese.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un allievo anziano si fece avanti, tremante: \u00ab\u00c8 argilla modellata che racchiude il vuoto, Venerabile.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSuperficiale e pedante!\u00bb disse il Maestro, colpendolo leggermente con il bastone di bamb\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro tent\u00f2: \u00ab\u00c8 la manifestazione impermanente dell&#8217;acqua e del fuoco.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abFilosofia da baraccone! Fuori!\u00bb replic\u00f2 il Maestro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sala cadde in un silenzio di tomba. Nessuno osava pi\u00f9 parlare. Il Maestro sorrise, pregustando la solita vittoria e la riconferma della sua inarrivabile superiorit\u00e0 spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu allora che Yun si alz\u00f2 in piedi. Si avvicin\u00f2 al Maestro con passo lento, giunse le mani al petto e fece un profondo, impeccabile inchino di venerazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMaestro,\u00bb disse Yun con voce dolce e priva di qualunque arroganza, \u00abla vostra domanda contiene gi\u00e0 la risposta pi\u00f9 pura. La tazza non ha un nome proprio se non quello che la vostra mente le accorda. Ma io non posso giudicare l&#8217;oggetto senza comprendere appieno l&#8217;intenzione di chi l&#8217;ha posto dinanzi a noi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Maestro incroci\u00f2 le braccia, compaciuto. \u00abSpiegati, Yun. Dimmi cosa vedi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Yun fece un altro inchino. Poi, con estrema delicatezza, allung\u00f2 la mano, prese la tazza di terracotta, si avvicin\u00f2 alla finestra aperta che dava sul precipizio della montagna e&#8230; la lasci\u00f2 cadere nel vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un secondo dopo, il suono della ceramica che si frantumava sulle rocce sottostanti risuon\u00f2 nella valle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sala rest\u00f2 pietrificata. Gli altri novizi trattennero il fiato, certi che Yun sarebbe stato punito o espulso per sempre dal monastero per un simile atto di sacrilegio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Maestro Baizhang balz\u00f2 in piedi, il volto rosso per l&#8217;indignazione: \u00abSciocco! Che cosa hai fatto? Quella tazza era un prezioso capolavoro!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Yun rimase immobile. Si inchin\u00f2 di nuovo, ancora pi\u00f9 in basso, sfiorando il pavimento con la fronte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abVenerabile Maestro,\u00bb disse Yun con profonda umilt\u00e0. \u00abFinch\u00e9 quella tazza restava intera sul ceppo, essa non era solo una tazza: era diventata il vostro orgoglio, la trappola del nostro timore e il simbolo della vostra superiorit\u00e0 su di noi. Non potevamo definirla perch\u00e9 il vostro ego la proteggeva. Ora che \u00e8 distrutta, non \u00e8 pi\u00f9 niente. Ed \u00e8 proprio nel <em>niente<\/em> che risiede la vera natura dello Zen, come voi ci insegnate ogni giorno.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Yun si rialz\u00f2, tenendo lo sguardo basso in segno di sottomissione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abVi ringrazio, Maestro, per avermi mostrato quanto sia facile attaccarsi a un oggetto, o a un ruolo, fino a dimenticare la vacuit\u00e0 di tutte le cose.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Maestro Baizhang apr\u00ec la bocca per gridare, ma le parole gli si fermarono in gola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guard\u00f2 il novizio. Guard\u00f2 il ceppo vuoto. Guard\u00f2 la finestra da cui saliva il sibilo del vento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un solo istante, la lezione era stata ribaltata: l&#8217;allievo non aveva usato la forza, non aveva mancato di rispetto, n\u00e9 si era mostrato superbo. Aveva semplicemente applicato l&#8217;insegnamento del Maestro meglio del Maestro stesso, smascherandone l&#8217;attaccamento all&#8217;autorit\u00e0 e all&#8217;oggetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il silenzio nella sala si fece denso. Il Venerabile chiuse gli occhi per un lungo momento. Quando li riapr\u00ec, il rosso del suo volto si era spento, sostituito da una strana, inconsueta luce di consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Maestro Baizhang sospir\u00f2, si accomod\u00f2 di nuovo sul suo cuscino e fece un lento cenno del capo verso Yun.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl cortile&#8230;\u00bb disse il Maestro con voce pacata, \u00ab&#8230;oggi lo pulir\u00f2 io. E tu, Yun, domani siederai al mio posto per la lezione.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Yun si inchin\u00f2 un&#8217;ultima volta, senza dire una parola, e torn\u00f2 al suo cuscino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><strong><em><a href=\"https:\/\/gemini.google.com\/app\">https:\/\/gemini.google.com\/app<\/a><br>Gemini 2026.<br>Andrea Bianchini 2026.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Colore del Vuoto Nei nebbiosi monasteri del monte Wutai, il Venerabile Maestro Baizhang era temuto e rispettato in egual misura. La sua saggezza era una lama affilata, ma il suo ego era una roccia inamovibile. 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