Io Ingegnere

“Questo scritto vuole essere una guida, un case study di percorso ingegneristico per chi per necessità o curiosità volesse saperne di più su questa disciplina, raccontato da uno che ci è passato e ci sta passando. In senso classico non mi ritengo un ingegnere di successo, la vita non ha confermato con riscontri pratici ed economici la mia presunta attitudine al mondo dell’ingegneria.
Sicuramente però posso definirmi un ingegnere libero, in questo ho avuto successo e spero di poter essere utile, con questo mio scritto, a quanti, addetti, curiosi e quant’altro avranno la curiosità e l’impegno di leggere quello che ho avuto da raccontare come ingegnere e come uomo.
Ho aggiunto in coda ad Io Ingegnere in questo libro, tre dei miei ultimi racconti brevi di fantascienza; Entaglement, Reflection ed Il Neonato.”

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Tratto dal libro ‘Io Ingegnere’, Andrea Bianchini (2019)

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Abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere (Esame di Stato)

Congiunzioni

“La Poesia non parla necessariamente
d’amore e la sua forma è libera, non è
necessariamente comprensibile, la poesia
è espressione di contenuti umani.
Questa raccolta che ho intitolato
congiunzioni vuole evocare l’incontro in
un aspetto spero assonante di esperienze
e sensazioni che vivo e che ho vissuto,
che sento.
L’esperienza tratta dalle raccolte
precedenti mi ha insegnato che tendo a
trasmettere stati d’animo negativi, perciò
questa volta ho cercato, per quanto
questo sia possibile, di essere meno triste.”

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Tratto dal libro ‘Congiunzioni’, Andrea Bianchini (2020)

Il neonato

-Ma è fantastico!

-Che cosa? Disse Jeff.

-Non lo vedi anche tu?

-Che cosa? Replicò Jeff.

-È enorme! Esclamò Robert.

-Ma che cosa? Insomma! Smettila Robert!

-Guarda Jeff! È grande almeno quanto un grattacielo!

-Ma io non vedo niente!

La villa di alta montagna della famiglia Lancaster era sita su di un bassopiano a ridosso di un piccolo lago di origini vulcaniche. I Lancaster erano soliti trascorrere le vacanze estive lì, a tremila metri di altitudine, a due chilometri da un piccolissimo borgo di un centinaio di abitanti, per lo più allevatori e contadini.

Adam, il padre della famiglia era un noto chirurgo, la madre Ji-Eun, una insegnante di matematica, e poi c’erano gli unici due figli, Jeff, dieci anni e Robert, 9 anni.

-Adam, per favore, passami la bottiglia dell’acqua.

-Tieni cara.

-Allora bambini, come è andata stamattina ? Cosa avete fatto di bello al parco?

-Mamma, abbiamo giocato a palla, ma Robert mi canzona sempre. Continua con la sua storia di vedere cose fantastiche, ma io guardo e non vedo niente.

-Non è vero mamma! Jeff è un bugiardo! Le cose che vedo esistono veramente!

-Va bene, va bene bambini, calmatevi, adesso da bravi finite di mangiare.

-Ji-Eun, cara, adesso che i bambini sono andati in camera loro, cos’è questa storia di Robert che vede cose che Jeff non vede?

-Niente, niente Adam, non ti preoccupare, lo sai come sono i bambini, hanno una grande fantasia.

-E invece mi preoccupo Ji-Eun, eccome! Da quanto va avanti questa storia?

-Da circa un anno caro, ma non ti preoccupare.

Ji-Eun sapeva che suo figlio Robert era un bambino speciale, lo era sempre stato sin da quando era piccolino ed aveva sempre riservato delle grandissime sorprese alla sua mamma, ma sapeva benissimo che era un bambino normale, solo con delle caratteristiche alquanto speciali.

Per questo motivo Ji-Eun non si era mai preoccupata più di tanto della particolarità del carattere di Robert, anzi lo aveva tenuto nascosto, sapendo benissimo che le sue caratteristiche, se vogliamo doti, lo avrebbero reso vulnerabile di fronte alla critica delle persone che non lo avessero conosciuto.

-Cara! Ji-Eun! Bussano alla porta! Vai ad aprire tu?

-Si Adam!

Ji-Eun si avviò verso la porta di casa.

-Buongiorno Signora.

-Buongiorno! Prego, mi dica.

-Sono il pastore del gregge di pecore qui sull’altura. Quel bambino moretto sui dieci anni che si aggira da queste parti, è vostro figlio?

-Sì, Robert! Adora gli animali! Ha fatto qualcosa che non doveva?

-No signora, volevo solo avvisare di stare attento quando gioca a correre con le mie pecore, il mio cane da pastore è un maremmano, ha un grande senso di protezione nei confronti del gregge, potrebbe essere anche pericoloso. E poi, ultimamente sono accadute strane cose in questa zona. Gli dica di stare attento. Non so se ne sia a conoscenza signora, ma qui, esattamente nei pressi di questo lago, quarant’anni fa è avvenuta una grande disgrazia, un aereo di linea con 249 passeggeri a bordo si è abbattuto ed è finito proprio dentro il lago, tutti morti. Adesso la devo salutare, con permesso, signora.

E si congedò.

Ji-Eun rimase in silenzio sull’uscio, pensava, mentre osservava allontanarsi il pastore.

-Chi era cara?

-Ah, niente Adam, era il pastore del gregge di pecore sull’altura.

-E cosa voleva?

-Niente caro, voleva solo avvisare di non avvicinarsi a suo cane da pastore, è un maremmano…

-A proposito Ji-Eun, hai sentito anche tu questa notte?

-Che cosa Adam?

-Robert, parlava nel sonno, credo.

-No! Non l’ho sentito! E che cosa diceva?

-Mah, più che altro urlava, frasi sconnesse, ma sai, anche io ero nel dormiveglia, potrei aver capito male, o magari ho sognato.

-Ma cosa ti ricordi?

-Mi sembra che strillasse, ‘moriremo tutti!’, poi ha urlato altre cose ma non ricordo bene. Poi ho sentito un lupo ululare, non so da dove provenisse il rumore, poi non ricordo più niente.

-Ah, adesso Adam prepariamoci, andiamo a fare la gita sul lago, ricordi?

-Mamma! Mamma! Papà! Correte! Presto! Jeff è caduto! Si è fatto male! Non riesce più a camminare! Fate presto! Piange!

-Eccoci, eccoci. Arriviamo.

Adam e consorte si precipitarono al pian terreno dove Jeff piangente riversava a terra.

-Ji-Eun, la faccenda è seria. Se non mi sbaglio qui abbiamo una frattura della tibia e del perone, penso proprio che la gita al lago la dovremo rimandare per un pezzo.

-… Meglio così.

Borbottò Ji-Eun

-Come hai detto cara?

-Ehm, niente, niente Adam, solo che poteva andare peggio…

Ad ottanta chilometri di strada dalla villa dei Lancaster c’era l’ospedale più vicino, un piccolo ospedale. Nel giro di un’ora e mezza lo raggiunsero con la macchina. Jeff fu visitato e sottoposto a radiografia, effettivamente si trattava di frattura tibia-perone.

Il viaggio di ritorno verso la villa di montagna vicino al lago fu tranquillo, nessuno parlò.

-Ecco, siamo arrivati. Sono le 18.

-OK caro, aiuto Jeff a scendere poi vado a preparare la cena. Su! Robert! Dammi una mano con tuo fratello.

Poco più tardi in cucina.

-Ji-Eun, spiegami una cosa, ma Robert da chi ha preso?

-Perché caro mi fai questa domanda?

-A parte che non assomiglia per niente né a me né a te, sia fisicamente che psicologicamente, ma poi, diciamocelo, è strano bene eh?

-Adam…

Ji-Eun scoppiò in lacrime.

-È arrivato il momento che tu lo sappia, Robert non è nostro figlio. Quando ho partorito, tu eri in Australia, il nostro vero figlio è morto durante il parto, mio padre, per risparmiarmi il dolore, lo ha fatto sostituire con un neonato lasciato abbandonato davanti alla porta di un monastero. Ecco, questa è la verità! L’ho portato da degli specialisti di neuropsichiatria infantile e dopo un anno di sedute hanno concluso che Robert è un bambino normalissimo ma che ha la capacità di vedere eventi che sono accaduti nel passato, li vede come se lui fosse lì nel momento in cui sono accaduti. Mi hanno consigliato di fargli un esame del DNA, così ho fatto, ed è risultato che il suo DNA non è comparabile a quello di nessuna specie terrestre.

Sei contento adesso?

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‘Il neonato’, racconto tratto dal libro ‘Entaglement’, Andrea Bianchini (2018)

Troppo, troppo diversi

Troppo, troppo diversi, Andrea Bianchini (2022)

Troppo, troppo diversi

-Nonno! Nonno! Stamattina è iniziato il programma LOM (Life On Mars)! Stanno bombardando Marte con acqua mista a semi dei principali tipi di piante che abbiamo sulla Terra ! Così si creerà una flora che genererà ossigeno per consentire la vita su Marte!
-Vieni Marco, vieni, siediti qui accanto a me. Queste cose erano impensabili solo venti anni fa, ma voglio raccontarti una storia, una storia che mi ha raccontato la mia maestra quando avevo la tua età.
C’era una volta non si sa dove, non si sa quando, un sistema solare con diversi pianeti ed il suo bel sole. In due di questi pianeti, Ro e Sigma, si era sviluppata la vita, ed il grado tecnologico raggiunto dalle due civiltà era pressocchè simile. Ma, le sembianze e le tecnologie di queste due civiltà erano talmente diverse che anche se due individui delle rispettive civiltà si fossero avvicinati ad un metro di distanza, neanche si sarebbero resi conto della esistenza l’uno dell’altro…
Arrivò un giorno in cui per problemi di sopravvivenza, il pianeta Ro era divenuto invivibile, questa civiltà decise di avviare un progetto per trasferirsi, guarda caso sull’altro pianeta, Sigma, già popolato. Così cominciarono ad inviare forme di vita sull’altro pianeta, Sigma, come nel tuo progetto LOM. Passò il tempo e le forme di vita inviate sul pianeta cominciarono a moltiplicarsi ed a produrre flora e fauna che iniziarono a produrre una pandemia di tali proporzioni che la civiltà vittima dell’invisibile invasione decise di avviare un progetto di popolazione del pianeta scelto come ospitale ed inabitato, guarda caso Ro. Passò il tempo ed anche il pianeta Ro cominciò a sviluppare malattie e problemi sino all’instaurarsi di una pandemia di proporzioni globali. Nessuna delle due civiltà fu in grado di estirpare la propria pandemia, in quanto troppo, troppo diverse dalle forme di vita a loro note.
E così i pianeti Ro e Sigma subirono la propria estinzione.
Le pandemie erano i nuovi abitanti dei rispettivi pianeti.

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Too much, too different

-Grandpa! Grandpa! The LOM (Life On Mars) program started this morning! They are bombarding Mars with water mixed with seeds from the main types of plants we have on Earth! This will create a flora that will generate oxygen to allow life on Mars!
-Come Marco, come, sit here next to me. These things were unthinkable just twenty years ago, but I want to tell you a story, a story that my teacher told me when I was your age.
Once upon a time, no one knows where, no one knows when, a solar system with several planets and its beautiful sun. In two of these planets, Ro and Sigma, life had developed, and the technological level reached by the two civilizations was almost similar. But, the appearance and technologies of these two civilizations were so different that even if two individuals of their respective civilizations had approached one meter away, they would not even have realized the existence of each other …
A day came when for survival problems, the planet Ro had become unlivable, this civilization decided to start a project to move, coincidentally, to the other planet, Sigma, already populated. So they began to send life forms to the other planet, Sigma, as in your LOM project. Time passed and the forms of life sent to the planet began to multiply and to produce flora and fauna that began to produce a pandemic of such proportions that the civilization victim of the invisible invasion decided to start a population project of the planet chosen as hospitable and uninhabited, coincidentally Ro. Time passed and even the planet Ro began to develop diseases and problems until the establishment of a pandemic of global proportions. Neither civilization was able to eradicate its pandemic, as too, too different from the forms of life known to them.
And so the planets Ro and Sigma underwent their own extinction.
Pandemics were the new inhabitants of their respective planets.

Andrea Bianchini