Io Ingegnere

Questo scritto vuole essere una guida, un case study di percorso ingegneristico per chi per necessità o curiosità volesse saperne di più su questa disciplina, raccontato da uno che ci è passato e ci sta passando. In senso classico non mi ritengo un ingegnere di successo, la vita non ha confermato con riscontri pratici ed economici la mia presunta attitudine al mondo dell’ingegneria.Sicuramente però posso definirmi un ingegnere libero, in questo ho avuto successo e spero di poter essere utile, con questo mio scritto, a quanti, addetti, curiosi e quant’altro avranno la curiosità e l’impegno di leggere quello che ho avuto da raccontare come ingegnere e come uomo.Ho aggiunto in coda ad Io Ingegnere in questo libro, tre dei miei ultimi racconti brevi di fantascienza; Entaglement, Reflection ed Il Neonato.

Andrea Bianchini 2025.

Filosofia dell’informatica

Ho pensato che in un mondo sempre più pervaso dalla tecnologia elettronica ed informatica, dalla diffusione illimitata di informazione e la relativa impreparazione a gestirla da parte delle persone, sarebbe stato utile un libro che trattasse dell’informatica da un punto di vista filosofico. Informatica, questa sconosciuta onnipresente disciplina che ha soppiantato con il suo modo di fare fortemente pragmatico, antiche scienze e filosofie, forse è un’innovazione più forte dalle semplici conseguenze pratiche che comporta, forse è nuovo modo di affrontare i problemi, gestire l’informazione e mettere in relazione le persone, le aziende e la società.

Andrea Bianchini 2025.

Dire e Fare

Dire e Fare, due verbi che indicano due modi di agire spesso in conflitto tra di loro. Se vogliamo, il braccio e la mente, ad esempio prendiamo una fabbrica, ci sono gli operai ed al lato opposto i dirigenti. Un dirigente difficilmente si sporcherà le mani per compiere un lavoro manuale, ammesso che ne abbia il tempo, il dirigente è colui che dice, dopo aver pensato magari con l’ausilio di una intelligenza artificiale. L’operaio è quello che fa ma, ovviamente anche lui pensa, ed anche lui magari con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Prendiamo una nazione, c’è il parlamento che dice e c’è il popolo che fa, lavora. Spesso chi dice è criticato da chi fa, raramente il contrario. Mi ricordo che quando lasciai il mio primo lavoro da dipendente come progettista di automazione per andare ad insegnare elettronica alle scuole superiori, un mio collega mi disse; eh si, “chi sa fa, chi non sa insegna”. In realtà tra dire e fare non c’è di mezzo il mare come vuole un vecchio detto, dire e fare sono strettamente interconnessi, un buon dirigente è stato anche operaio, come si dice, ha fatto la gavetta, altrimenti non riesci a dirigere degli operai, tantomeno una fabbrica. Un insegnante prima è stato studente, ha studiato e praticato ed anche parecchio. Semplicemente dire e fare sono “diretti” da due aree del cervello diverse che vanno entrambe esercitate, come dicevano i latini “mens sana in corpore sana”. Per conludere vorrei citare una frase di Woody Allen: “Il vantaggio di essere intelligente è che puoi sempre fare l’imbecille, il contrario è del tutto impossibile”.

Andrea Bianchini 2025.