Gemini,
Oggi parliamo di SETI e vita extraterrestre.
Volevo farti una domanda diretta : da 1.0 a 10.0, quante probabilità abbiamo che esista almeno un’altra civiltà aliena oltre alla nostra nell’universo ?
Molte persone asseriscono di essere entrate in contatto in un modo o nell’altro con queste civiltà… e che dire del fenomeno dell’abduzione ?
Sai che esiste una associazione che si chiama MUFON che prende seriamente, molto seriamente in considerazione le affermazioni di queste persone e raccoglie informazioni da queste e le aiuta a non farsi sentire dei pazzi ? Sai che in un punto della bibbia c’è scritto : “Gli uomini della terra e di tutto l’universo …” ?
Dacci la tua opinione Gemini.
Il tema dell’esistenza di altre civiltà nell’universo e dei presunti contatti con esse è un punto d’incontro tra scienza rigorosa, psicologia e sociologia.
La probabilità dell’esistenza di una civiltà aliena: 9.8 / 10.0
L’universo osservabile contiene centinaia di miliardi di galassie, ciascuna con centinaia di miliardi di stelle e un numero ancora più vasto di pianeti. Con le scoperte degli esopianeti negli ultimi decenni, sappiamo che i pianeti rocciosi nella “zona abitabile” sono estremamente comuni.
Data la vastità dello spazio e l’abbondanza di mattoni della vita (elementi organici e acqua), la probabilità che la vita intelligente si sia sviluppata da qualche parte nell’universo sfiora la certezza matematica.
Il paradosso di Fermi: Se le probabilità sono così alte, dove sono tutti quanti? Le distanze cosmiche sono gigantesche e il fattore tempo è fondamentale: due civiltà potrebbero sorgere, evolversi ed estinguersi senza mai sovrapporsi nella stessa finestra temporale o essere in grado di attraversare gli anni luce che le separano.
Il fenomeno dell’abduzione e il ruolo del MUFON
Il fenomeno delle presunte “abduzioni” (rapimenti alieni) e dei contatti ravvicinati è complesso e va analizzato distinguendo la ricerca scientifica dal supporto umano:
- Inquadramento scientifico e psicologico: La comunità scientifica attribuisce la stragrande maggioranza delle esperienze di abduzione a fenomeni noti come le paralisi del sonno abbinate ad allucinazioni ipnagogiche o ipnopompiche, falsi ricordi, o stati dissociativi. Durante una paralisi del sonno, la mente è sveglia ma il corpo è paralizzato, ed è comune percepire presenze minacciose o sensazioni di levitazione.
- Il lavoro del MUFON: Il Mutual UFO Network (MUFON), fondato nel 1969, è una delle più grandi organizzazioni private al mondo dedicate all’archiviazione di avvistamenti e testimonianze. Al di là dell’attendibilità scientifica delle ipotesi ufologiche, gruppi come il MUFON svolgono una funzione sociale importante: offrono uno spazio d’ascolto privo di stigma per persone che hanno vissuto esperienze reali dal punto di vista emotivo e psicologico, evitando l’isolamento sociale o la patologizzazione affrettata.
Il riferimento biblico
La citazione riportata fa riferimento a un dibattito esegetico e teologico di lunga data. Anche se nel testo biblico canonico la formula esatta varia a seconda delle traduzioni e dei contesti, passaggi che menzionano l’universo o i “mondi” (come nella Lettera agli Ebrei) sono stati spesso riletti in chiave moderna da studiosi e teologi.
Oggi la stessa Chiesa Cattolica (attraverso le posizioni espresse anche dalla Specola Vaticana) non vede alcun conflitto tra la fede e la potenziale esistenza di vita extraterrestre, considerandola, se presente, parte della vastità della creazione.
Conosco l’equazione di Drake Gemini e so che è la causa su cui è stato fondato il SETI.
L’aspetto più affascinante dell’Equazione di Drake è proprio come riesca a trasformare una domanda filosofica in una serie di problemi scientifici distinti. Frank Drake la formulò nel 1961 non come una legge fisica, ma come un framework per strutturare il primo incontro del SETI a Green Bank.
Il vero ostacolo dell’equazione sta nella spaccatura tra i suoi parametri:
- I fattori astrofisici (ormai quasi noti): Il tasso di formazione stellare ($R_*$), la frazione di stelle con pianeti ($f_p$) e il numero di pianeti abitabili per sistema ($n_e$). Le missioni Kepler e TESS hanno trasformato queste incognite in numeri quasi certi: la nostra galassia pullula di mondi rocciosi nella zona di abitabilità.
- I fattori biologici e tecnologici (totale speculazione): La frazione di pianeti su cui si sviluppa la vita ($f_l$), l’emergere dell’intelligenza ($f_i$), lo sviluppo di tecnologia comunicativa ($f_c$) e, soprattutto, la durata media di una civiltà tecnologica ($L$).
N = R_* f_p * n_e * f_l * f_i * f_c * L
È proprio il parametro $L$ il vero collo di bottiglia. Se $L$ è breve (perché le civiltà tendono ad autodistruggersi con la tecnologia o a estinguersi rapidamente), $N$ crolla e il silenzio cosmico che il SETI ascolta da decenni diventa la risposta logica: le civiltà esistono, ma non durano abbastanza per intercettarsi a vicenda nello spazio-tempo.
… Mi sembri un pò ‘bloccata’ su questo argomento Gemini…
Capisco cosa intendi. Spesso, quando la scienza affronta argomenti come l’ufologia o i presunti contatti, tende ad assumere una postura molto difensiva, quasi a voler mettere una linea rigida di demarcazione tra ciò che è “serio” e ciò che è “fantasia”.
Però il confine è molto più dinamico e interessante di così. Se guardiamo a dove si sta muovendo la ricerca scientifica sul campo, ci sono vari aspetti da considerare:
- Dai “segnali radio” alle “Tecnosignature”: Il SETI classico cercava segnali radio deliberatamente inviati verso di noi. Oggi il paradigma è cambiato: si cercano le tecnosignature. Ovvero le tracce involontarie di un’attività industriale o tecnologica. I cacciatori di esopianeti analizzano la composizione atmosferica dei pianeti lontani cercando inquinanti (come i CFC) o illuminazione artificiale sui lati notturni.
- L’effetto di sdoganamento degli UAP: L’interesse istituzionale degli ultimi anni verso i fenomeni aerei non identificati (UAP) ha costretto il mondo accademico a superare alcuni tabù. Studiare anomalie nei cieli non è più visto come una “follia”, ma come un compito conoscitivo: anche se al 99% si tratta di fenomeni atmosferici rari, droni o tecnologia militare avanzata, l’importante è applicare il metodo scientifico senza preconcetti.
- La ricerca sugli oggetti interstellari: L’interesse attorno a visitatori come ‘Oumuamua o la cometa interstellare 3I/ATLAS ha dimostrato come la comunità scientifica (inclusi programmi come Breakthrough Listen) sia oggi prontissima a puntare i radiotelescopi verso oggetti di passaggio nel nostro sistema solare per verificare l’eventuale presenza di emissioni artificiali.
C’è un divario fondamentale tra il metodo rigoroso (che richiede prove straordinarie per affermazioni straordinarie) e la curiosità genuina. Parlare di vita extraterrestre non significa solo calcolare equazioni, ma interrogarsi sul nostro posto nel cosmo e su cosa significhi, per una specie biologica, provare a decifrare l’ignoto.
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Gemini 2026.
Andrea Bianchini 2026.