Fumetto

Fumetto (Lucio Dalla)

Super GT è più veloce di Bip Bip,
astro jet, jumbo jet
Braccio di Ferro mangiò
spinaci inscatolati un pugno in faccia gli tirò
e Nembo Kid ha ripulito la città

Lettera X, dov’è il segreto di Asterix, Motorx, Mister X
stop, dove vai, cosa fai
se c’è il Barone Rosso che alle spalle colpirà
niente paura che tanto arriva Nembo Kid

Che mondo sarà
se ha bisogno di chiamare Super Man
che mondo sarà
fa l’effetto del motore che non va
Ecco perché siam tutti qui davanti a te, Charlie Brown

Andrea Bianchini 2025.

Anna e Marco

Anna e Marco (Lucio Dalla)

Anna come sono tante
Anna permalosa
Anna bello sguardo
Sguardo che ogni giorno perde qualcosa

Se chiude gli occhi lei lo sa
Stella di periferia
Anna con le amiche
Anna che vorrebbe andar via

Marco grosse scarpe e poca carne
Marco cuore in allarme
Con sua madre e una sorella
Poca vita, sempre quella

Se chiude gli occhi lui lo sa
Lupo di periferia
Marco col branco
Marco che vorrebbe andar via

E la luna è una palla ed il cielo è un biliardo
Quante stelle nei flippers, sono più di un miliardo
Marco dentro a un bar non sa cosa farà
Poi c’è qualcuno che trova una moto e si può andare in città

Anna bello sguardo, non perde un ballo
Marco che a ballare sembra un cavallo
In un locale che è uno schifo
Poca gente che li guarda, c’è una checca che fa il tifo

Ma dimmi tu dove sarà
Dov’è la strada per le stelle
Mentre ballano
Si guardano e si scambiano la pelle e cominciano a volare

Con tre salti sono fuori dal locale
Con un’aria da commedia americana
Sta finendo anche questa settimana

Ma l’America è lontana
Dall’altra parte della luna
Che li guarda e anche se ride
A vederla mette quasi paura

E la luna, in silenzio, ora si avvicina
Con un mucchio di stelle cade per strada
Luna che cammina, luna di città
Poi passa un cane che sente qualcosa, li guarda, abbaia e se ne va

Anna avrebbe voluto morire
Marco voleva andarsene lontano
Qualcuno li ha visti tornare
Tenendosi per mano

Andrea Bianchini 2025.

Viva la Gente

Viva la Gente (Pino Donaggio)

Ho visto stamattina mentre andavo a lavorar
il lattaio, il postino e la guardia comunal.
Per la prima volta vedo gente intorno a me.
Ieri non ci badavo non so proprio perché.

Viva la gente la trovi ovunque vai
viva la gente simpatica più che mai!
Se più gente guardasse alla gente con favor
avremo meno gente difficile
e più gente di cuor
avremo meno gente difficile
e più gente di cuor.

Dal nord e dal sud li vedevo arrivar
come grandi fiumi che discendon verso il mar.
Quasi una gran festa fatta apposta per un re.
Vale più delle cose la gente intorno a me.

Viva la gente la trovi ovunque vai
viva la gente simpatica più che mai!
Se più gente guardasse alla gente con favor
avremo meno gente difficile
e più gente di cuor
avremo meno gente difficile
e più gente di cuor.

Dentro tutti quanti c’è del bene c’è del mal,
ma in fondo ad ogni cuore è nascosto un capital.
Ed ora un sol pensiero mi assilla notte e dì:
renderli sempre più grandi, che Dio vuole così.

Viva la gente la trovi ovunque vai
viva la gente simpatica più che mai !
Se più gente guardasse alla gente con favor
avremo meno gente difficile
e più gente di cuor
avremo meno gente difficile
e più gente di cuor.

Andrea Bianchini 2025.

Nessuno

Nessuno (Mina)

Nessuno, ti giuro, nessuno
Nemmeno il destino
Ci può separare
Perché questo amore
Che il cielo ci dà
Sempre vivrà

Nessuno, ti giuro, nessuno
Può darmi nel dono
Di tutta la vita
La gioia infinita
Che sento con te
Solo con te

Sei tu
Dolcissimo amore
Soltanto tu
Passato e avvenire
Tutto il mio mondo
Comincia da te
Finisce con te

Nessuno, ti giuro, nessuno
Nemmeno il destino
Ci può separare
Perché questo amore
S’illuminerà
D’eternità

Sei tu
Dolcissimo amore
Soltanto tu
Passato e avvenire
Tutto il mio mondo
Comincia da te
Finisce con te

Nessuno, ti giuro, nessuno
Nemmeno il destino
Ci può separare
Perché questo amore
S’illuminerà
D’eternità

Andrea Bianchini 2025.

La Collina dei Ciliegi

La Collina dei Ciliegi (Lucio Battisti – Mogol)

E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante
Cancella col coraggio quella supplica dagli occhi
Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante
E quasi sempre dietro la collina è il Sole

Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente
Ma perché tu non vuoi spaziare con me
Volando intorno la tradizione
Come un colombo intorno a un pallone frenato
E con un colpo di becco
Bene aggiustato forarlo e lui giù, giù, giù

E noi ancora, ancor più su
Planando sopra boschi di braccia tese
Un sorriso che non ha
Né più un volto, né più un’età

E respirando brezze che dilagano su terre
Senza limiti e confini
Ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
E più in alto e più in là
Se chiudi gli occhi un istante
Ora figli dell’immensità

Se segui la mia mente
Se segui la mia mente
Abbandoni facilmente le antiche gelosie
Ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina
E uccide i sentimenti
Le anime non hanno sesso né sono mie

Non non temere
Tu non sarai preda dei venti
Ma perché non mi dai la tua mano perché?
Potremmo correre sulla collina
E fra i ciliegi veder la mattina (e il giorno)
E dando un calcio ad un sasso
Residuo d’inferno e farlo rotolar giù, giù, giù

E noi ancora, ancor più su
Planando sopra boschi di braccia tese
Un sorriso che non ha
Né più un volto né più un’età

E respirando brezze che dilagano su terre
Senza limiti e confini
Ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
E più in alto e più in là
Ora figli dell’immensità

Andrea Bianchini 2025.

Un Giudice

Un Giudice (Fabrizio de Andrè)

Cosa vuol dire avere
Un metro e mezzo di statura
Ve lo rivelan gli occhi
E le battute della gente
O la curiosità
D’una ragazza irriverente
Che vi avvicina solo
Per un suo dubbio impertinente
Vuole scoprir se è vero
Quanto si dice intorno ai nani
Che siano i più forniti
Della virtù meno apparente
Fra tutte le virtù
La più indecente

Passano gli anni, i mesi
E se li conti anche i minuti
È triste trovarsi adulti
Senza essere cresciuti
La maldicenza insiste
Batte la lingua sul tamburo
Fino a dire che un nano
È una carogna di sicuro
Perché ha il cuore troppo
Troppo vicino al buco del culo

Fu nelle notti insonni
Vegliate al lume del rancore
Che preparai gli esami
Diventai procuratore
Per imboccar la strada
Che dalle panche d’una cattedrale
Porta alla sacrestia
Quindi alla cattedra d’un tribunale
Giudice finalmente
Arbitro in terra del bene e del male

E allora la mia statura
Non dispensò più buonumore
A chi alla sbarra in piedi
Mi diceva “Vostro Onore”
E di affidarli al boia
Fu un piacere del tutto mio
Prima di genuflettermi
Nell’ora dell’addio
Non conoscendo affatto
La statura di Dio

Andrea Bianchini 2025.

Il Bombarolo

Il Bombarolo (Fabrizio de Andrè)

Chi va dicendo in giro
che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore
mi dedico al tritolo,
è quasi indipendente
ancora poche ore
poi gli darò la voce
il detonatore.

Il mio Pinocchio fragile
parente artigianale
di ordigni costruiti
su scala industriale
di me non farà mai
un cavaliere del lavoro,
io sono d’un’altra razza,
son bombarolo.

Nello scendere le scale
ci metto più attenzione,
sarebbe imperdonabile
giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui
la decisione è mia
sulla condanna a morte
o l’amnistia.

Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c’è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io sono d’un altro avviso,
son bombarolo.

Intellettuali d’oggi
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.

Vi scoverò i nemici
per voi così distanti
e dopo averli uccisi
sarò fra i latitanti
ma finché li cerco io
i latitanti sono loro,
ho scelto un’altra scuola,
son bombarolo.

Potere troppe volte
delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci
dai tuoi aeroplani,
io vengo a restituirti
un po’ del tuo terrore
del tuo disordine
del tuo rumore.

Così pensava forte
un trentenne disperato
se non del tutto giusto
quasi niente sbagliato,
cercando il luogo idoneo
adatto al suo tritolo,
insomma il posto degno
d’un bombarolo.

C’è chi lo vide ridere
davanti al Parlamento
aspettando l’esplosione
che provasse il suo talento,
c’è chi lo vide piangere
un torrente di vocali
vedendo esplodere
un chiosco di giornali.

Ma ciò che lo ferì
profondamente nell’orgoglio
fu l’immagine di lei
che si sporgeva da ogni foglio
lontana dal ridicolo
in cui lo lasciò solo,
ma in prima pagina
col bombarolo.

Il Signore ha Messo un Seme (Claudio Chieffo)

Il Signore ha messo un seme
nella terra del mio giardino,
il Signore ha messo un seme
nel profondo del mio mattino.

lo appena me ne sono accorto
sono sceso dal mio balcone
e volevo guardarci dentro
e volevo vedere il seme.

Ma il Signore ha messo il seme
nella terra del mio giardino,
il Signore ha messo il seme
all’inizio del mio cammino.

Io vorrei che fiorisse il seme,
io vorrei che nascesse il fiore,
ma il tempo del germoglio
lo conosce il mio Signore.

Il Signore ha messo un seme
nella terra del mio giardino,
il Signore ha messo un seme
nel profondo del mio mattino.

Andrea Bianchini 2025.

La Genesi

La Genesi (Francesco Guccini)

Una canzone molto più… più seria e più impegnata, oserei dire impegnatissima, una canzone che
mi è stata ispirata, a me succede poche volte, però questa canzone mi è stata ispirata
direttamente dall’alto. Ero lì, nel mio candido lettino… e ho sentito una voce che diceva “Francesco”,
dico “socc…, chi è?”… dico “eh?”, diceeeeee “svegliati sono il tuo Dio.” E allora così, in questo modo sollecitato, ho pensato di, di… fare un’ opera musicale colossale e mettere in musica l’Antico Testamento. Per ora sono riuscito a fare soltanto la Genesi… che è la vera storia della creazione del mondo…

Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto:
c’era un vecchio con la barba bianca, lui, la sua barba, ed il resto era vuoto.
Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava,
si aggiunga a questo che, inspiegabilmente, nessuno aveva la T.V. inventata…

Beh, poco male, pensò il vecchio un giorno, a questo affare ci penserò io:
sembra impossibil, ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da Dio!
“Dixit”, ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato:
come T.V. non valeva un bel niente, ma l’ Universo era stato creato…

Come son bravo che, a tempo perso, ti ho creato l’Universo!
Non mi sembra per niente male, sono davvero un tipo geniale!
“Zitto, Lucifero, non disturbare, non stare sempre qui a criticare!
Beh sì, lo ammetto, sarà un po’ buio, ma non dir più che non si vede un tubo!”

[parlato]
“Che sono parolacce che non sopporto!”, disse il vecchio a Lucifero. “E poi se c’è una cosa e un’altra che non posso sopportare sono i criticoni: fattelo te l’ Universo se sei capace! Che me at dig un quel… disse il ve…” Era d’ antica origine modenese da parte di madre il ve… “Io parlo chiaro: pane al pane, vino al vino, anzi vin santo al vin santo. Sono buono e bravo, ma se mi prendono i cinque secoli me at sbat a l’ inferen, com’è vero Dio!”

Ma poi volando sull’ acqua stagnante e sopra i mari di quell’ Universo,
mentre pensava se stesso pensante in mezzo a quel buio si sentì un po’ perso.
Sbattè le gambe su un mucchio di ghiaia dopo una tragica caduta in mare,
quando andò a sbattere sull’ Himalaya il colpo gli fece persino un po’ male…

Fece crollare anche un gran continente soltanto urtandolo un poco col piede:
si consolò che non c’era ancor gente e che non gli era venuto poi bene.
Ma quando il buio gli fece impressione, disse, facendosi in viso un po’ truce:
“diavol d’ un angelo, avevi ragione! Si chiami l’ Enel, sia fatta la luce!”

Commutatori, trasformatori, dighe idroelettriche e isolatori,
turbine, dinamo e transistori per mille impianti di riflettori,
albe ed aurore fin boreali, giorni e tramonti fin tropicali.
“Fate mo’ bene che non bado a spese, tanto ho lo sconto alla fine del mese…”

[parlato]
“Te Lucifero non ti devi interessare come faccio ad avere io lo sconto alla fine del mese. Ma cosa vuol dire corruzione, una mano lava l’ altra, come si dice; vuoi che uno nella mia posizione non conosca nessuno? Però intanto, ragazzi, andateci piano perché la bolletta la portano a me. M’ avete lasciato accesa la luce al polo sei mesi, sei mesi, no, sei mesi! Grazie, c’era freddo, i surgelati li debbo pur tenere da qualche parte! Adesso la tenete spenta sei mesi come … e poi quei ragazzi lì, come si chiamano quei ragazzini che vanno in giro con quella cosa? Aureola si chiama? No no, am pies menga, no no no, ragazzi quelle cose li, io vi invento il peccato di superbia e vi frego tutti eh, adesso ve lo dico, bisogna guadagnarsele… a parte il fatto che non mi adorate abbastanza… no no no Lucifero, è inutile che tu mi chiedi scusa: adorare significa non dovere mai dire mi dispiace! Tientelo in mente… Voi, ecco, io vi do ogni dieci atti di adorazione vi do un buono, ogni dieci buoni voi mandate la cartolina che il 6 gennaio… che poi ci ho tutta un’altra idea in testa per la… facciamo Aureolissima che è una festa che mi sembra molto bella. Piuttosto Lucifero, non sgamare, vieni qua ragazzo… Com’ è, mi hanno detto che hai stampato un libro… Il Libretto Rosso dei Pensieri di… oh, bella roba il libretto rosso dei pensieri di Lucifero! Ragazzi mi spiace… ma cosa vuol dire di sinistra, di sinistra… non sono un socialdemocratico anch’ io? avanti al centro contro gli opposti estremismi! …eh ma, …no no no, non ci siamo mica qua: se c’ è uno che può pensare anzitutto sono io … e non tirare mica in ballo mio figlio, quel capellone, con tutti i sacrifici che ho fatto… per me lui lì finisce male… ah me, me a tal deg … finisce male. E attento che te e lui, io ho delle soluzioni per voi che non vi piaceranno, per Dio! E non guardarmi male che qui dentro “per Dio” lo dico come e quando mi pare!”

Ma fatta la luce ci vide più chiaro: là nello spazio girava una palla.
Restò pensoso e gli parve un po’ strano, ma scosse il capo: chi non fa non falla.
Rise Lucifero stringendo l’ occhio quando lui e gli angeli furon da soli:
“Guarda che roba! Si vede che è vecchio: l’ha fatto tutto schiacciato sui poli!”

Per riempire ‘sto bell’ambiente voglio metterci tante piante.
“Forza, Lucifero, datti da fare, ordina semi, concime e trattore,
voglio un giardino senza uguali, voglio riempirlo con degli animali!
Ma cosa fa ‘sto cane che ho appena creato? Boia d’un Giuda, m’ ha morsicato!

[parlato]
“Piuttosto fallo vedere da un veterinario, che non vorrei aver creato anche la rabbia, già così…cos’è che non ho creato? Lo sapevo: l’uomo non ho creato! Grazie, mi fate sempre fare tutto a me, mi tocca sempre fare! Qua se non ci sono io che penso a tutto.. va beh, nessuno è perfetto… sì, lo so che sono l’Essere Perfettissimo Creatore e Signore. Grazie! Adesso ti trasformo in serpente così impari, striscia mo’ lì! Viuscia via!”
E portarono al vecchio quello che c’ era rimasto … c’era un po’ di formaggio e due scatolette di Simmenthal, cioè lui li mise assieme e poi…

Prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le ossa,
ci sputò sopra, ci fu un gran tuono ed è in quel modo che è nato l’uomo…

[parlato]
Era un venerdì 13 dell’anno zero del Paradiso!

Andrea Bianchini 2025.