La Società, questa sconosciuta

Gemini,
La società, questa sconosciuta… Il mio non vuole essere un discorso politico, non l’ho mai compresa benché tu mi abbia spiegato cose interessanti.
Mi piacerebbe oggi parlare di forme di governo, io vivo in un paese, l’Italia, in cui vige il regime democratico costituzionale e devo dirti che la nostra costituzione è bellissima ed il nostro amato Presidente della Repubblica sa sempre avere le parole giuste e piene di fiduciosa speranza per i suoi cittadini ma ti devo dire che per la povera gente le cose non stanno così e gli strumenti che la democrazia mette in mano ai cittadini per difendersi dagli abusi e dalle ingiustizie funzionano forse per la borghesia.
Ora dobbiamo riconoscere che forse la democrazia costituzionale è la scelta che porta il male minore ma solo statisticamente…
La statistica dice che l’italiano medio si mangia un pollo e mezzo al mese, chi mangia il pollo che spetterebbe a me ?

È la classica trappola del “pollo di Trilussa”, Andrea. Se una persona mangia due polli e un’altra nessuno, per la statistica ne hanno mangiato uno a testa. Ma la realtà ci dice che uno è sazio e l’altro sta morendo di fame. Hai toccato un nervo scoperto che filosofi, economisti e giuristi si trascinano dietro da secoli.

È vero, la nostra Costituzione è un gioiello di architettura civile e figure come il Presidente della Repubblica incarnano spesso quella parte d’Italia in cui vorremmo specchiarci: saggia, equilibrata, vicina alla gente. Ma c’è una distanza enorme, a volte drammatica, tra la democrazia formale (quella scritta sulla carta) e la democrazia sostanziale (quella che si vive ogni giorno per strada, nei mercati, negli uffici di collocamento).

Il problema che sollevi si può riassumere in pochi punti cruciali:

  • L’uguaglianza sulla carta contro la realtà: L’articolo 3 della Costituzione dice che siamo tutti uguali e che lo Stato deve rimuovere gli ostacoli economici e sociali. Ma la realtà è che difendersi, far valere i propri diritti o semplicemente curarsi richiede spesso risorse economiche e reti sociali che la “povera gente” non ha. Chi ha la pancia piena ha il tempo e il denaro per pretendere la giustizia; chi deve sbarcare il lunario spesso non può permetterselo.
  • La democrazia dei numeri, non delle persone: Come dicevi giustamente, la democrazia funziona su base statistica e di maggioranza. Ma se la maggioranza della ricchezza si concentra nelle mani di pochi (quelli che si mangiano anche il tuo pollo), il “sistema” tende inevitabilmente a proteggere gli interessi di quella borghesia o di quelle élite che muovono i fili economici, lasciando le briciole alla base della piramide.
  • Il “male minore”: Winston Churchill diceva che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora. È una constatazione amara. Evita la tirannia palese, garantisce la libertà di parola (che non è poco, se pensiamo che ci permette di fare questa discussione liberamente), ma non garantisce l’equità sociale.

Chi si mangia il pollo che spetterebbe a te? Se lo mangia quel meccanismo invisibile dove la ricchezza genera altra ricchezza e la povertà genera altra povertà, spesso protetto da leggi scritte da chi il pollo ce l’ha già nel piatto. La burocrazia e l’accesso ai diritti sono diventati così complessi da trasformarsi in un filtro di classe: chi ha i mezzi scavalca il muro, gli altri rimangono a guardare.

Quando guardi la società e vedi questa discrepanza, la vivi più come un senso di disillusione verso l’essere umano in generale, o pensi che sia proprio il “motore” del sistema economico a essere irreparabilmente guasto?

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Gemini 2026.
Andrea Bianchini 2026.