L’istruzione, questa intellettuale un pò viziata.

Non è una novità che nei periodi oscuri della storia, la cultura abbia sempre dovuto lasciare il passo a problemi più ‘pratici’, di ‘necessità imminente’, non facendo altro che accelerare il processo di decadimento delle civiltà. In alcuni periodi, i libri visti come portatori di cultura e libertà e quindi dannosi e pericolosi per i regimi, (ma, ahimè, non solo), venivano bruciati.
Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, è vero che molti libri sono, (ahimè), dannosi ed altri dicono un sacco di stupidaggini, ma un libro, te lo leggi se ne hai la volontà, il desiderio; e nesunno ti obbliga a farlo. Purtroppo l’era di internet ci ha condotto verso notevoli quantità di informazioni ‘fake’, e quindi si è creata una falsa cultura, una anticultura. Come una nazione invasa da banconote false di difficile riconoscimento: tutto perde di valore.

Andrea Bianchini 2023.

L’Era della terza guerra mondiale

Tests lanci missili balistici, esercitazioni test attacchi nucleari, jet che abbattono droni…, minacce, (persino il mio cane mi minaccia…), botte da orbi.
Guerra stampata, guerra sul web, nessuno è più in grado di svolgere il proprio mestiere perchè ritenuto, (date le circostanze), non necessario in questo momento, alla faccia del nostro Caro Console Menemio Agrippa…
E tutto questo, cari Signori, va avanti da un pezzo…
Benvenuti nell’ ‘Era’ della terza guerra mondiale, perchè durerà a lungo, o sarà la fine per tutti…

Dal baratto al denaro

Come noto l’uso del denaro compare dopo parecchio tempo dall’inizio di scambio di beni tra uomini. Inizialmente se io avevo quanlche uova di troppo ed il mio vicino aveva qualche mela di troppo, poteva succedere che ce le scambiassimo alla pari compiendo un baratto. In questo modo il valore della merce non era assoluto ma dipendeva da ciò che già un individuo possedeva, il che non era del tutto un male.
Fu con la comparsa dei mercanti, soprattutto quelli che viaggiavano per mare con le navi, che inizia la comparsa del denaro sotto forma di moneta che aveva un reale valore intriseco proprio come monete d’oro, d’argento e bronzo. Questo anche per minimizzare il peso dei carichi e partire con navi piene di merce e tornare con navi scariche ma con il portafogli gonfio di monete. Così, con la moneta, io potevo decidere di acquistare un bene qualsiasi e non essere costretto ricevere tra gli unici beni materiali una merce determinata in cambio come baratto.
Successivamente gli stati, prima piccoli poi grandi, decisero di stampare la carta moneta, in quantità pari al valore di oro custodito in un deposito nazionale apposito, liberandosi ulteriormente del peso e della responsabilità di muoversi recando moneta di valore prezioso. Ecco che allora compaiono i pagamenti elettronici, le carte di credito, i trasferimenti telematici di denaro.
Infine, relativamente da breve periodo di tempo, ecco la comparsa di moneta virtuale legata ai crediti ricevuti in modalità telematiche diverse, come vendita di merce elettronica o remunerazione di lavoro effettuato sul web.

Perchè alla fine, diciamocelo, quello che ci serve è: mangiare, bere, respirare, riposare, amare, e nutrire la nostra anima.

Andrea Bianchini 2023.

Bolla o cordone ?

Bolla o Cordone ?

… ma quello che dobbiamo cercare di capire è : cosa è rimasto nel luogo in cui si è originato l’universo ? Bisognerebbe andare li, si, proprio così, andare li. Non dico fisicamente certo, ma quasi. L’universo è stato creato come una bolla di sapone ? come quelle che ci faceva il nostro papà ? e … puff… dietro non è rimasto più niente ? Oppure c’è un cordone ombelicale nel punto in cui è stato originato l’universo ? Un cordone che ci porterebbe a quello che c’era prima ? E’ importante ! Come possiamo risalire il cordone ? Stiamo tentando di rientrare nell’utero di nostra madre ? Oppure è solo una bolla di sapone ? Qual è lo strumento più idoneo a dare una risposta a tutto questo ? Il ragionamento o la sperimentazione ?
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Estratto dal libro “Racconti. Epilogo”

La teoria della complessità

La teoria della complessità è una branca della ricerca operativa che si occupa di quantificare la complessità di un algoritmo. La complessità di un algoritmo viene misurata in funzione del numero di passi necessari a risolvere un determinato problema da parte di un algoritmo. In genere la complessità di un algoritmo viene espressa in funzione della dimensione dei suoi dati di ingresso. Così si dirà che un algoritmo ha complessità O(n), cioè proporzionale ad n, se il tempo necessario per la sua esecuzione è proporzionale a n, dove n è il numero di dati del problema. Si è dimostrato che alcuni problemi sono intrinsecamente più complessi di altri, alcuni addirittura che richiedano un tempo di elaborazione infinito per la loro soluzione. Così sono state individuate due classi di problemi, quelli polinomiali, e quelli non polinomiali, cioè quelli che richiedono un tempo polinomiale per essere risolti e quelli che invece richiedono un tempo esponenziale. Un problema tutt’ora aperto è dimostrare se esista un modo per concepire un algoritmo che sia in grado di risolvere in un tempo polinomiale un problema di complessità esponenziale. Cioè, è possibile che i problemi siano tutti facili da risolvere o esistono problemi più difficili che con l’attuale matematica non riusciremo mai a risolvere in un tempo polinomiale ?

Tratto dal libro ‘La programmazione’ – guida per non addetti.


Il neonato

-Ma è fantastico!

-Che cosa? Disse Jeff.

-Non lo vedi anche tu?

-Che cosa? Replicò Jeff.

-È enorme! Esclamò Robert.

-Ma che cosa? Insomma! Smettila Robert!

-Guarda Jeff! È grande almeno quanto un grattacielo!

-Ma io non vedo niente!

La villa di alta montagna della famiglia Lancaster era sita su di un bassopiano a ridosso di un piccolo lago di origini vulcaniche. I Lancaster erano soliti trascorrere le vacanze estive lì, a tremila metri di altitudine, a due chilometri da un piccolissimo borgo di un centinaio di abitanti, per lo più allevatori e contadini.

Adam, il padre della famiglia era un noto chirurgo, la madre Ji-Eun, una insegnante di matematica, e poi c’erano gli unici due figli, Jeff, dieci anni e Robert, 9 anni.

-Adam, per favore, passami la bottiglia dell’acqua.

-Tieni cara.

-Allora bambini, come è andata stamattina ? Cosa avete fatto di bello al parco?

-Mamma, abbiamo giocato a palla, ma Robert mi canzona sempre. Continua con la sua storia di vedere cose fantastiche, ma io guardo e non vedo niente.

-Non è vero mamma! Jeff è un bugiardo! Le cose che vedo esistono veramente!

-Va bene, va bene bambini, calmatevi, adesso da bravi finite di mangiare.

-Ji-Eun, cara, adesso che i bambini sono andati in camera loro, cos’è questa storia di Robert che vede cose che Jeff non vede?

-Niente, niente Adam, non ti preoccupare, lo sai come sono i bambini, hanno una grande fantasia.

-E invece mi preoccupo Ji-Eun, eccome! Da quanto va avanti questa storia?

-Da circa un anno caro, ma non ti preoccupare.

Ji-Eun sapeva che suo figlio Robert era un bambino speciale, lo era sempre stato sin da quando era piccolino ed aveva sempre riservato delle grandissime sorprese alla sua mamma, ma sapeva benissimo che era un bambino normale, solo con delle caratteristiche alquanto speciali.

Per questo motivo Ji-Eun non si era mai preoccupata più di tanto della particolarità del carattere di Robert, anzi lo aveva tenuto nascosto, sapendo benissimo che le sue caratteristiche, se vogliamo doti, lo avrebbero reso vulnerabile di fronte alla critica delle persone che non lo avessero conosciuto.

-Cara! Ji-Eun! Bussano alla porta! Vai ad aprire tu?

-Si Adam!

Ji-Eun si avviò verso la porta di casa.

-Buongiorno Signora.

-Buongiorno! Prego, mi dica.

-Sono il pastore del gregge di pecore qui sull’altura. Quel bambino moretto sui dieci anni che si aggira da queste parti, è vostro figlio?

-Sì, Robert! Adora gli animali! Ha fatto qualcosa che non doveva?

-No signora, volevo solo avvisare di stare attento quando gioca a correre con le mie pecore, il mio cane da pastore è un maremmano, ha un grande senso di protezione nei confronti del gregge, potrebbe essere anche pericoloso. E poi, ultimamente sono accadute strane cose in questa zona. Gli dica di stare attento. Non so se ne sia a conoscenza signora, ma qui, esattamente nei pressi di questo lago, quarant’anni fa è avvenuta una grande disgrazia, un aereo di linea con 249 passeggeri a bordo si è abbattuto ed è finito proprio dentro il lago, tutti morti. Adesso la devo salutare, con permesso, signora.

E si congedò.

Ji-Eun rimase in silenzio sull’uscio, pensava, mentre osservava allontanarsi il pastore.

-Chi era cara?

-Ah, niente Adam, era il pastore del gregge di pecore sull’altura.

-E cosa voleva?

-Niente caro, voleva solo avvisare di non avvicinarsi a suo cane da pastore, è un maremmano…

-A proposito Ji-Eun, hai sentito anche tu questa notte?

-Che cosa Adam?

-Robert, parlava nel sonno, credo.

-No! Non l’ho sentito! E che cosa diceva?

-Mah, più che altro urlava, frasi sconnesse, ma sai, anche io ero nel dormiveglia, potrei aver capito male, o magari ho sognato.

-Ma cosa ti ricordi?

-Mi sembra che strillasse, ‘moriremo tutti!’, poi ha urlato altre cose ma non ricordo bene. Poi ho sentito un lupo ululare, non so da dove provenisse il rumore, poi non ricordo più niente.

-Ah, adesso Adam prepariamoci, andiamo a fare la gita sul lago, ricordi?

-Mamma! Mamma! Papà! Correte! Presto! Jeff è caduto! Si è fatto male! Non riesce più a camminare! Fate presto! Piange!

-Eccoci, eccoci. Arriviamo.

Adam e consorte si precipitarono al pian terreno dove Jeff piangente riversava a terra.

-Ji-Eun, la faccenda è seria. Se non mi sbaglio qui abbiamo una frattura della tibia e del perone, penso proprio che la gita al lago la dovremo rimandare per un pezzo.

-… Meglio così.

Borbottò Ji-Eun

-Come hai detto cara?

-Ehm, niente, niente Adam, solo che poteva andare peggio…

Ad ottanta chilometri di strada dalla villa dei Lancaster c’era l’ospedale più vicino, un piccolo ospedale. Nel giro di un’ora e mezza lo raggiunsero con la macchina. Jeff fu visitato e sottoposto a radiografia, effettivamente si trattava di frattura tibia-perone.

Il viaggio di ritorno verso la villa di montagna vicino al lago fu tranquillo, nessuno parlò.

-Ecco, siamo arrivati. Sono le 18.

-OK caro, aiuto Jeff a scendere poi vado a preparare la cena. Su! Robert! Dammi una mano con tuo fratello.

Poco più tardi in cucina.

-Ji-Eun, spiegami una cosa, ma Robert da chi ha preso?

-Perché caro mi fai questa domanda?

-A parte che non assomiglia per niente né a me né a te, sia fisicamente che psicologicamente, ma poi, diciamocelo, è strano bene eh?

-Adam…

Ji-Eun scoppiò in lacrime.

-È arrivato il momento che tu lo sappia, Robert non è nostro figlio. Quando ho partorito, tu eri in Australia, il nostro vero figlio è morto durante il parto, mio padre, per risparmiarmi il dolore, lo ha fatto sostituire con un neonato lasciato abbandonato davanti alla porta di un monastero. Ecco, questa è la verità! L’ho portato da degli specialisti di neuropsichiatria infantile e dopo un anno di sedute hanno concluso che Robert è un bambino normalissimo ma che ha la capacità di vedere eventi che sono accaduti nel passato, li vede come se lui fosse lì nel momento in cui sono accaduti. Mi hanno consigliato di fargli un esame del DNA, così ho fatto, ed è risultato che il suo DNA non è comparabile a quello di nessuna specie terrestre.

Sei contento adesso?

Pesaro, 16 febbraio 2018


Tratto dal libro ‘Entaglement’.

Questo è un racconto di fantascienza

Da piccolo non gli era mai capitato. Si fermava spesso ad osservare i gabbiani appoggiati lungo la battigia, con la sua bicicletta, un regalo del nonno. Questa volta però erano rimasti due gabbiani, solo due gabbiani. Non era più un bambino, avrebbe fatto qualsiasi cosa per rivedere tutti quei gabbiani, ma erano solo due. Mentre continuava ad osservarli gli arriva un messaggio sullo smartphone, – siamo rimasti in due -, c’era scritto. – Non può essere – pensò. Rimase alcuni minuti a continuare ad osservare, poi gli venne un’idea. Prese lo smartphone e lentamente cominciò a scrivere un messaggio in risposta a quello ricevuto. – dove sono tutti gli altri ? – scrisse sul messaggio, e lo inviò. Non ricevette una risposta ma i due gabbiani si alzarono in volo verso il cielo, un branco di gabbiani li aspettava su in alto, si unirono, sparirono all’orizzonte e da quel giorno sulla spiaggia non si vide più neanche un gabbiano.

Pesaro, ottobre 2016


Tratto dal libro ‘Racconti. Epilogo’.

Che cosa è un programma in informatica?

Un programma, (o una App), è una sequenza di istruzioni del linguaggio adottato a cui corrispondono operazioni sull’hardware del computer, (microprocessore, memorie, dischi, periferiche…), che vengono eseguite sequenzialmente dalla prima all’ultima. In questo modo attraverso un programma è possibile far svolgere qualsiasi compito al computer, (o allo smartphone), nell’ambito di quelli possibili, calcolare, suonare, registrare, navigare sul web ecc.